Specchio riflesso, specchio riflesso: il gioco simbolico è una guida per i genitori

  “Mammaaaaaaaa… io peparato caffè, vuoi?” E quale mamma non se l’è sentito dire, almeno una (o mille) volta nella vita?

Dal secondo anno di vita la fantasia e la realtà si mescolano nella mente dei più piccoli. Mentre nel primo anno di vita i bambini manipolano gli oggetti uno alla volta raccogliendo informazioni, dal secondo anno di vita in poi il gioco comincia ad essere sempre più complesso e strutturato. Da questo momento le azioni di gioco coinvolgono più di un oggetto, e combinati fra loro, diventano qualsiasi cosa la fantasia del vostro bimbo voglia. Questa fase viene appunto chiamata gioco simbolico (o di rappresentazione). Essa costituisce il mezzo con cui i più piccoli mettono in atto scene tratte dalla vita di tutti i giorni.

Il gioco simbolico è una fase che si protrae fino ai 6/7 anni e, secondo lo psicologo Jean Piaget, è una fase fondamentale per il bambino. Attraverso il gioco infatti, costruisce il proprio sviluppo cognitivo, sociale e affettivo.

Secondo lo psicologo il gioco simbolico segue uno sviluppo determinato da cinque step principali:

  1. Il gioco di passaggio, ossia un’approssimazione di simbolizzazione, come portare il telefono all’orecchio senza parlare.
  2. Il gioco simbolico diretto a sé, come fingere di dormire.
  3. Il gioco simbolico diretto ad altri, come abbracciare la bambola.
  4. La sequenza di giochi simbolici, come fare il numero e telefonare 
  5. La simbolizzazione sostitutiva, ovvero quando vengono coinvolti uno o più oggetti sostitutivi, ad esempio usare il cubetto come cornetta e parlare al telefono.
Detto in parole più semplici si tratta di una forma di gioco che, attraverso la finzione, porta il bambino a sperimentare, mettere in atto e accrescere tutte quelle abilità che lo qualificheranno come persona. E’ proprio dal concetto di “finzione” che deriva il termine “simbolico”, perché un oggetto o un’azione vengono utilizzate per rappresentare qualcos’altro.

Nell’imitazione delle attività e dei ruoli degli adulti il bambino esprime, mette alla prova, comprende le dinamiche di relazione e sperimenta emozioni e sentimenti.

Il gioco dei travestimenti, la cucina in miniatura, il prendersi cura di una bambola o di un peluche sono delle vere e proprie “palestre di vita” in questo senso. Infatti offrono al bambino la possibilità di esercitarsi nell’affettività e nell’accudimento, replicando ed esternando anche il modo in cui lui stesso recepisce il mondo affettivo che lo circonda.

In pratica i bambini nel gioco simbolico sono il vostro specchio riflesso…
Osservateli bene, perché quelli siete voi.
Osservateli bene perché, come sempre, è dalle loro azioni che potete capire cosa state facendo bene e cosa, invece, potete fare meglio.

 
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