Lavoratrici autonome e maternità: quali diritti hanno?

Se ne parla sempre troppo poco. O meglio, si parla molto spesso dei diritti delle lavoratrici dipendenti ma delle lavoratrici autonome pochi fanno parola. Perché anche le mamme che sono lavoratrici autonome hanno dei diritti, meno è vero, ma ci sono ed andrebbero conosciuti meglio. Indennità di maternità, sussidi e supporti. Ecco che cosa prevede la legge. 

Chi sono le mamme lavoratrici autonome

Le mamme autonome sono tutte quelle lavoratrici autonome che sono iscritte alla gestione separata dell’Inps, o libere professioniste, che versano i contributi a una specifica cassa professionale. E’ vero, non è previsto allattamento, niente congedi per malattia o altro. Vediamo quali sono i diritti delle mamme che sono lavoratrici autonome…

lavoratrici autonome
Tutte le casse professionali prevedono un indennizzo di maternità per le lavoratici autonome, di cui è prevista una soglia minima e che vale anche nei casi di adozione o affido di un minore. I requisiti e gli importi variano da un istituto all’altro; in genere comunque l’indennità copre 5 mesi, indicativamente suddivisi tra due mesi prima del parto e i tre successivi

Si può godere della flessibilità del congedo di maternità, e quindi usufruire dell’indennità a partire dall’ottavo, dal nono mese di gestazione o dal parto, come previsto dalla Legge di Bilancio 2019. Tutte le lavoratrici autunome possono godere di questa forma di sostegno anche se continuano a lavorare

Indennità di maternità per lavoratrici autonome 

Lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps
Le lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps possono fruire dell’indennità di maternità pari all’80% della retribuzione giornaliera stabilita annualmente dalla legge per il tipo di attività svolta. Possono ottenere questa indennità di maternità le donne che nei 12 mesi prima l’inizio del periodo indennizzabile hanno almeno tre mesi di contributi.

Libere professioniste iscritte alle casse previdenziali del proprio ordine di riferimento
L’indennità di maternità per le libere professioniste, iscritte a una cassa di previdenza e assistenza, è regolata dalla legge 26 marzo 2001 n. 151 e stabilisce che l’importo sia pari «all’80 per cento di cinque dodicesimi del reddito percepito e denunciato ai fini fiscali dalla libera professionista nel secondo anno precedente a quello della domanda». In sostanza significa che bisogna aver lavorato (e quindi versato i contributi alla cassa) per almeno due anni e l’importo dell’indennizzo si calcola così: 80% del reddito del secondo anno precedente la maternità, diviso 12, moltiplicato per 5.

Le lavoratici autonome (così come quelle dipendenti) hanno poi la possibilità di usufruire di una serie di incentivi alla natalità e alla famiglia:

Congedo parentale (con la gestione separata dell’Inps possono usufruire di un trattamento economico per congedo parentale per un massimo di 6 mesi -prima erano 3- entro i primi tre anni di vita del bambino).

Assegno di natalità

Premio alla nascita 

Bonus Asilo Nido 

 

 

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