Addio al congedo di paternità nel 2019

Si torna indietro invece che andare avanti. Ancora. Nel 2019 il congedo di paternità non sarà rinnovato in quanto non inserito nella legge di bilancio e si pone fine alla sperimentazione iniziata nel 2013.

Il 2019 non è ancora cominciato ma il nostro paese già colleziona insuccessi, con la decisione del governo di non finanziare più il congedo per paternità. Un passo indietro enorme per un paese, come il nostro, che già culturalmente ahimè scarica la maggior parte delle incombenze familiari sulle spalle delle mamme. Non c’è da stupirsi quindi, se nel 2018 si è registrato il nuovo minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia. Nel 2017 erano nati 458 mila bambini, nei primi sei mesi di quest’anno ne sono arrivati poco meno di 212 mila. Il calo percentuale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è del 3,8%. Proiettando questa percentuale sull’intero anno (il secondo semestre ha 3 giorni in più) si arriverebbe a fine dicembre a circa 441 mila nascite, dunque con una ulteriore riduzione di circa 17 mila.

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I ❤️ U daddy In questa foto scattata per caso, in un tranquillo e soleggiato pomeriggio torinese, io ci vedo tutto. Vedo l’amore. Un amore conquistato ogni giorno, grazie alla costanza e alla presenza nel suo ruolo di padre, e genitore, e compagno. Tante cose -e spesso più doveri che piaceri- ma poi ci sono attimi, come questo, che ci ricompensano di tutto. E se in mezzo agli impegni giornalieri e le corse e gli affanni, riuscirò ad avere un po’ di questo ogni giorno, io posso dirmi felice 💖 • I ❤️ U Daddy In this photo taken today, by chance, in a quiet and sunny Turin afternoon, I can see everything I need. I see love. A love conquered every day, thanks to the constancy and presence in his role as father, and parent, and companion. So many things-and often more duties than pleasures-but then there are moments, like this, that reward us for everything. And if in the midst of the daily commitments and the races and the worries, I will be able to have some of this every day, I can tell me happy 💖 • #mammarough #roughfamilybits #kuxo #kuxofficial #kuxosocial #testimonialkuxo #madeinitalywithlove #fattoamanoinitalia #babyoutfit #padreefiglia

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Il congedo di paternità è entrato in via sperimentale nel nostro paese solo nel 2013 e prevedeva un congedo di un giorno obbligatorio e due facoltativi di cui usufrire entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio. Non molto ma sempre più di niente, se non altro un primo piccolo passo verso la responsabilizzazione dei padri verso i propri doveri, che in molti altri paesi vengono considerati scontati. Perché politiche per le famiglie ben fatte è questo che dovrebbero fare: saper arrivare anche laddove le famiglie, a volte, non arrivano. 

 Nel 2016 e 2017 i giorni obbligatori sono saliti a due ed i giorni facoltativi rimangono invariati. Nel 2018 i giorni facoltativi sono saliti a 4 ed uno facoltativo. Altri piccoli piccoli passi. Piccoli ma importanti. Nel 2019 però, essendo sempre rimaste misure sperimentali e non strutturali, decadranno. Le famiglie italiane faranno così un salto indietro nel tempo di ben sei anni. Tanti passi avanti c’erano ancora da fare, eppure il nostro governo sceglie per noi di tornare indietro e togliere la possibilità ai neo papà di vivere la quotidianità dei loro figli. Scelgono ancora una volta di relegare i padri ad una figura marginale piuttosto di offrire loro la possibilità di essere parte integrante ed attiva della famiglia, e di fare propria la quotidianità dei figli.

congedo di paternità 2019

Eppure…
Eppure i dati Inps confermano che da quando la misura del congedo di paternità è stato introdotta nel 2013 i congedi utilizzati sono stati 107.369 nel 2017, in crescita del 113% rispetto ai 50.474 del primo anno. Piccoli passi…

Tito Boeri, presidente dell’Inps afferma  “un segnale di maschilismo anche in questa legge di bilancio, nel momento in cui va a dire manteniamo le differenze di età nell’accesso alle pensioni per uomini e donne, e va a non rifinanziare il congedo di paternità che era uno strumento molto importante per promuovere un’uguaglianza di opportunità”.

Cosa penso io penso che l’abbiate capito.

Vi lascio al video di questo papà Svedese, paese in cui il il 71% dei padri il congedo per almeno due mesi.

E se volete capire come funziona la situazione negli altri paesi europei leggetevi questo interessante articolo di Wired

 

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4 commenti

  1. Purtroppo questo è uno dei tanti passi indietro che il Governo sta facendo; il padre fa parte della famiglia ed è giusto che abbia diritti e doveri fin da subito, per non parlare dell’aiuto di cui ha bisogno la mamma fin da subito! Affrontare “la novità”, se così possiamo definirlo, in due è sicuramente più semplice. C’è da cambiate però anche l’idea comune che se un uomo si prende cura dei figli stia facendo “il mammo” (visto spesso pure in senso dispregiativo!), no, sta solo facendo il papà, parte attiva della famiglia, nella crescita e nell’educazione dei figli!

  2. Sono pienamente d’accordo! Il mammo non esiste, esistono i padri che si assumono le responsabilità del loro ruolo! Semmai il pensiero dovrebbe essere l’opposto, cioè che un padre che non si prende cura dei propri figli non è un padre…

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