Scoprire Edimburgo a piccoli passi

Immaginavo l’arrivo così… una giornata nuvolosa, uggiosa, quasi buia, una terra avvolta dalla nebbia…

Un po’ come l’ultima volta che sono atterrata a Londra, quando entusiasta dall’aereo volevo fare una bella foto dall’alto, per vederla in tutta la sua immensità, ma l’oblò ha rimandato alla fotocamera un’immagine composta di un’unico colore: il grigio. Letteralmente avvolta da una coltre di nubi. Invece Edimburgo mi ha sorpresa con una luminosità intensa e colori vividi; le nubi c’erano ma non per offuscare, anzi, per esaltare una rigogliosità immensa.

Certo che se dal finestrino dell’aereo la prima cosa che mi mostri è questa, mia cara Scozia, io non posso fare altro che inchinarmi…

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Questo dimostra che si parte spesso con un’idea precisa di cosa ci aspetta in un viaggio ma, al primo sguardo, capiamo che possiamo lasciare a bordo dell’aereo gli stereotipi banali a cui siamo stati abituati. Scozia = nebbia è il nostro stereotipo. Ma ci ho messo un attimo appena a capire che non è così. Io gli stereotipi li ho lasciati lì, al sedile 5F del volo che ci ha portati alle porte di Edimburgo, e mi sono lasciata trasportare…

Abbiamo scelto una zona non troppo centrale ma ben collegata, come facciamo spesso. Dico abbiamo perché erano due gli appartamenti in lista e a scegliere è stato l’entusiasmo di Elena Maria. “Vicino al mare, mamma!” ha sentenziato. E mare sia! Certo che ha già occhio la mia piccola viaggiatrice… 

Un breve viaggio in taxi, appena una ventina di minuti, in cui noi -assetati di scoperte- abbiamo osservato le stratificazioni di Edimburgo. La periferia divenire città, le strade ingrandirsi, le case rimpicciolirsi, le persone avvicinarsi e moltiplicarsi. Arrivati a destinazione ci siamo fermati ad osservare le nuvole correre veloci sopra il mare, abbiamo lasciato che il vento ci accarezzasse la pelle ancor prima di cercare l’appartamento che ci avrebbe ospitato. Prima abbiamo ascoltato lo sciabordio delle onde, così è cominciato il nostro viaggio…

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Edimbugo è una città di appena 500.000 abitanti ma non ha nulla da invidiare ad un a grande città. Sorge su 7 colli, così come anticamente si dice sia stata edificata Roma, e per storia non ha nulla da invidiarle. Abbiamo passato cinque giorni in questa città, abbiamo percorso molti chilometri delle sue strade e siamo ripartiti sentendo che c’era ancora molto da fare, da vedere e da capire. 

La vita di Edimburgo scorre in modo meno frenetico che da noi, questo si capisce subito. Si legge nei gesti delle persone, si evince dalla loro gentilezza, dai continui “enjoy” accompagnati da enormi sorrisi, dalla disponibilità dimostrata nei nostri confronti. Uno così la vacanza la vive meglio…

Credo poi siano in gran parte i contrasti a creare la magia che si respira costantemente ad Edimburgo. In alcuni punti del centro, specie nella Old Town e nel castello, gli edifici sono cupi e conservano tutta la loro severa medievalità. Ma basta volgere lo sguardo verso l’orizzonte per scorgere la linearità nobiliare delle ville Georgiane, che compongono la New Town e buona parte del resto della città, e poi ancora l’architettura contemporanea che si fa spazio nel paesaggio. Comunque non vi preoccupate, sentirete il suono delle tradizionali cornamusa anche fra le mura più moderne.

Ad Edimburgo la storia si respira nei passaggi sotterranei che comunicano tra i diversi livelli della città. Percorrerli è come fare qualche passo indietro nel tempo. I “close” sembra non lascino scampo, ed invece sorprendono aprendosi talvolta su grandi cortili e talvolta su piccoli meravigliosi giardini, quasi ad invitarci a capire come vivono la loro quotidianità gli abitanti di Edimburgo.

 

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Ma per comprendere meglio tutto ciò di cui sto parlando penso dobbiate guardare Edimburgo dall’alto. Anzi penso che sia proprio dall’alto che si debba cominciare a visitare questa città, per comprendere meglio tutto ciò che i suoi vicoli e le sue strade hanno la potenza di rivelare. 

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