Multitasking? Impariamo a non pretendere troppo da noi stesse

Oggi siamo multitasking. Bella parola eh… pessimo risultato però. Mentre lavoriamo, pensiamo a cosa mettere in tavola la sera, quando siamo al supermercato chattiamo e mentalmente organizziamo già la giornata di domani…

E finiamo per correre dietro a tutto, fare bene poche cose e spesso stentare a concluderle. Questo fenomeno è stato studiato scientificamente ed è stato provato che il multitasking fa male. Fisicamente. L’aumento dell’ormone del cortisolo, cioè l’ormone dello stress, è vertiginoso e rende i pensieri confusi.

Praticamente l’essere mutitasking è poco redditizio, oltre che una gran fonte di delusioni, incazzature e frustrazioni.

Perché non ce lo chiede nessuno, siamo solo noi a chiederlo a noi stesse. Ci sobbarchiamo di carichi enormi e insostenibili per… ?

Pensate bene… Quante volte avete cominciato la giornata pensando quante cose avete da fare con la consapevolezza, ancor prima di cominciare, che non riuscirete a far tutto? Le mie, aimè, spesso cominciano così… Già in ritardo, con mille pensieri in testa sforzandomi di tenere a mente tutte le cose che dovrei fare. E sottolineo dovrei…

 

A questo proposito l’Università della California di Los Angeles (UCLA) ha condotto un interessante studio su quattro gruppi di studenti, il cui o scopo era memorizzare venti parole. Il primo gruppo era impegnato solo nella memorizzazione delle parole, al secondo gruppo veniva fatto sentire in contemporanea una voce che leggeva dei numeri e doveva eseguire un’azione -cioè premere la barra spaziatrice ogni tre numeri dispari- il terzo memorizzava durante l’ascolto di canzoni famose in sottofondo, il quarto ascoltava canzoni pop mai sentite prima. 

Il gruppo che ha ottenuto i risultati peggiori (mediamente 5 parole su 20) è stato appunto il secondo, ovvero quello che metteva in pratica il multitasking facendo più cose contemporaneamente. Gli altri invece hanno ottenuto tutti un risultato paragonabile al gruppo impegnato nella sola memorizzazione. Questo significa che il cervello si focalizza su ciò che ritiene più importante, ma “suddivide” le energie quando quando si parla di passare materialmente all’azione e fare più cose pratiche insieme.

Anche io, ovviamente, mi annovero tra la schiera delle mamme multitasking ma ci è voluto pochissimo tempo per capire di essere dalla parte sbagliata della barricata. Sebbene all’inizio abbia mantenuto la situazione totalmente sotto controllo, dopo pochissimo tempo invece sotto controllo non avevo più niente.

Quando la stanchezza ha preso il sopravvento, il mio povero, unico e maltrattato neurone ha chiesto riposo, alzando bandiera bianca. Oggi sono meno multitasking, perché mi sono resa conto che lo stress che accumulo nei periodi più affollati di impegni potrebbe seppellirmi. Ho imparato a dire no, ma soprattutto ho imparato a fregarmene. Ho posto i limiti di ciò che posso e perché no, di ciò che voglio.

 
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