Sono (quasi) la mamma che vorrei essere

Un piccolo bilancio. Ripensando al tipo di mamma che avrei voluto essere e a ciò che voglio trasmetterle

I top, I flop e cosa posso Migliorare. 

Nei nove mesi di gravidanza ho pensato molto a che tipo di mamma sarei stata. Io, come mamma, non mi ci sono mai vista molto ad essere sincera. Per molti anni ero convinta che sarei stata una “non mamma”. Non volevo figli. Poi, giusto perchè nella vita mai dire mai e via dicendo, è arrivata Elena Maria.

La gravidanza è quindi stata un momento di riflessione sulla mia vita, visto che stavo per metterne al mondo un’altra. Mi ero posta degli obiettivi e ho cercato di delineare che tipo di madre volevo essere. Non nascondo che ho avuto non pochi momenti di sconforto, ma il supporto di altre amiche mamme -in particolare di Valentina amica e sorella con quattro figli, che con poche parole infonde in me calma e serenità- sono sopravvissuta anche nelle situazioni in cui stavo proprio perdendo il controllo e non posso che ringraziare dal profondo del cuore.

Top: cioè quello in cui sono riuscita meglio

Ho promesso a me stessa che avrei sempre incoraggiato Elena Maria. Mai e poi mai sarebbero uscite parole di limitazione o sconforto nei sui confronti dalla mia bocca. Mai. Mi sono sentita dire spesso da mia madre che non fossi abbastanza brava in qualcosa o abbastanza intelligente. E per anni ci ho anche creduto. Lo ritengo profondamente sbagliato quindi se la mia bimba mi chiede di fare qualcosa l’aiuto, la incoraggio. Quando è necessario sono lì, a fornirle gli strumenti per poter realizzare le sue aspirazioni. E spero di riuscire sempre a rispettare questo principio; se perdessi la strada, anche solo per un attimo, spero che qualcuno mi metta immediatamente di fronte all’evidenza. Sono permessi anche scoppolloni.

sono (quasi) la mamma che vorrei

Flop: volevo, ma poi ho ceduto

Non sarò come quelle mamme gelose dei figli. E invece sì. Quando Elena Maria è nata ho provato un senso profondo di terrore, se qualcuno anche solo la prendeva in braccio. Hanno decisamente vinto gli ormoni, piombati su di me tutti insieme, dopo il parto. Ho imparato ad elaborare questo sentimento, che ero perfettamente consapevole fosse sbagliato, anche se incontrollabile. Ci ho lavorato, con tutte le mie forze ed è stata dura. Molto dura. Oltre che non corretto nei confronti di mia figlia, ha rivelato tutta la mia fragilità al mondo, mettendola in bella vista; cosa a cui, decisamente, non sono abituata. E, se devo essere onesta, non so se la prossima volta saprò fare meglio, ma mi impegnerò.

Posso migliorare

La pazienza. Rispettare i tempi e i modi della mia creatura. I bambini arrivano a noi come un dono, ma quando arrivano lo fanno con la forza di un uragano. Niente e più lo stesso e siamo sempre noi a doverci adattare. A volte vorrei comprensione da parte di mia figlia, cosa ovviamente impossibile nei primi mesi di vita. Se nella maggior parte dei casi cerco il dialogo nel rapporto con Elena Maria -a volte, come a tutte spero- mi scappa la pazienza e la sgrido in malo modo. Gli effetti sono decisamente negativi per entrambe e su questo fronte metto tutto il mio impegno. 

sono (quasi) la mamma che vorrei

Non sarò mai la mamma perfetta che vorrei essere ma migliorerò di giorno in giorno grazie all’appoggio del mio compagno, della mia sorellona e di Elena Maria. E forse un giorno riuscirò anche a capire che, spesso, le mie mancanze le vedo solo io. Per lei vado bene così.

 

 
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