Come funziona una famiglia con orari atipici

C’è stata un sacco di polemica, anche sulla mia pagina Facebook, su un argomento in cui quasi involontariamente, mi trovo coinvolta in prima persona. Si parlava di turni di lavoro la domenica e supermercati aperti 24 ore. La verità è che io sono rimasta sbigottita da tanta polemica e tanto polverone per una cosa, che a noi, famiglia che vive con orari atipici, sembra così banale.

La nostra vita funziona in un modo un pochino differente da quella di molte persone. Dico molte perché -giusto per darvi dei dati e farvi capire di cosa stiamo parlando- in Italia i lavoratori con orari atipici sono il 41,8%, mica briciole! Va da sé che con il tempo si sono sviluppati servizi -come legge di mercato vuole- che soddisfino le esigenze anche di queste (tantissime) persone.

(E meno male aggiungerei!)

Noi, come ben avrete potuto capire, facciamo parte di quel 41,8% di persone che conducono una vita con orari atipici! Lavoriamo da sempre nella ristorazione, ci siamo nati. È una questione di famiglia. Papà ha due cocktail bar,  la mia famiglia un ristorante. Noi perciò cominciamo a lavorare quando tutti voi finite, e finiamo quando ormai i vostri occhi sono chiusi da un bel po’ e il vostro sonno ha abbondantemente raggiunto la fase Rem.

La nostra giornata comincia verso le 11 del mattino, quando Elena Maria si sveglia. È proprio lei la prima in casa a destarsi e in punta di piedi arriva in camera nostra e mi da un bacio.

“Buongiorno mamma, salire” e mi da un bacino.

famiglia con orari atipici

La mattina in mezzo a mamma e papà prende tante coccole

Si accuccia nel lettone con noi qualche minuto, prende un po’ di coccole (che fanno partire bene la giornata) poi ci si alza, e tutti insieme si va a fare una mini colazione; la casa prende vita e comincia la nostra frenetica giornata. Alle 12 mentre Elena Maria consuma il suo lauto pranzo con papà, io mi preparo. Poi è il suo turno: dritta in bagno a lavarsi i dentini e la faccia per poi passare in cameretta a vestirsi.

“Scelgo io” dice al papà con il dito alzato in tono perentorio che non accetta discussioni…

Ore 12:45 io ed Elena Maria usciamo di casa alla volta dell’asilo. Lei infatti frequenta l’asilo dalle 13 alle 18, un orario più consono al nostro stile di vite, ai nostri orari che per tanti sono atipici, per noi invece sono naturali.

Nelle cinque ore in cui Lei è impegnata nei suoi “doveri” di bambina, io lavoro, scrivo e faccio una parte delle mille cose che vanno fatte per portare avanti un’attività. In bilico tra fornitori, spese, commercialista, fatture, organizzazione di menù per i gruppi e articoli da scrivere e imprevisti, che non mancano mai. Stessa cosa per Michele. Alle 18 (a volte anche un po’ dopo, se sono in ritardo) vado a prendere Elena Maria e ci dirigiamo al ristorante della mia famiglia.

Lì facciamo cena con il nonno e lo staff, che ormai fa in qualche modo parte della nostra famiglia super allargata. Mentre io sbrigo le ultime faccende della giornata Elena Maria gironzola tra la cucina e la sala, coccolata da tutti. In cucina smangiucchia ma soprattutto curiosa, facendosi aprire tutte le pentole e seguendo con attenzione tutte le preparazioni. In sala i camerieri le affidano i compiti più disparati: portare a tavola le posate, il pane, i tovaglioli e lei si diverte un sacco.
famiglia con orari atipici

Qui era piccolissima… in compagnia del nonno della zia Patty, parte della nostra famiglia allargatissima

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Molto professionale, lei ha subito voluto un grembiulino tutto suo

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Elena Maria aiuta ad apparecchiare i tavoli

Verso le 20:30 ci muoviamo di nuovo, questa volta verso il locale di papà. Tutti i giorni andiamo a trovarlo sul lavoro. Noi la consideriamo una fortuna inestimabile, altrimenti lei potrebbe vedere suo padre a malapena un paio d’ore al giorno.Troviamo papà in cucina che spadella per preparare tanti aperitivi e ad accoglierci non c’è solo lui.

Anche qui lo staff è parte della famiglia, sono amici veri che dedicano ogni giorno tempo di qualità ad Elena Maria, gli amici con cui poi condividiamo vacanze, grigliate e tempo libero. Ognuno di loro si prende cura della mia bambina con affetto, capite quindi che i suoi “zii” e “zie” sono tantissimi! Loro sono quelle persone che nel momento del bisogno si stringono intorno a noi come uno scudo e si offrono spontaneamente di darci una mano nel momento del bisogno. Ed io, per questo, non potrò mai ringraziarli abbastanza.
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Un chupito di succo d’ananas per la signorina 🙂 grazie

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Elena Maria gioca con gli amici

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Papà appena può dedica un po’ di tempo alla sua piccola

Verso le 23 ci dirigiamo verso il calduccio della nostra casa. Passeranno ancora un paio d’ore prima di andare a dormire. A casa viviamo il tempo solo nostro: mamma e figlia. Il nostro rito della buonanotte è lungo ma non saprei fare senza…

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Il nostro tempo insieme a cui non rinunciamo mai

Leggiamo le favole mentre facciamo il bagnetto, mettiamo nanna tutte le bambole di Elena Maria, parliamo della nostra giornata, guardiamo un po’ di cartoni accompagnati da un bel biberon. Poi ci abbracciamo avvolte in una calda coperta, sul divano, e poco dopo il dolce sonno arriva. 
famiglia con orari atipici

Elena Maria si addormenta tra le mia braccia <3

In sostanza potete definirli orari atipici o come vi pare, ma è così che la nostra vita funziona, perché non possiamo fare altrimenti. E la nostra vita ci piace, così com’è

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3 commenti

  1. Io e mio marito siamo turnisti h24 da sempre (io adesso non faccio più h24, ma sempre orari atipici ho) e secondo me si vive meglio. 😅

  2. I truly appreciate this forum topic.Really looking forward to read more. Really Great. [url=http://sm43jtrl.tumblr.com/]Saemenes[/url]

  3. Anche io mi trovo meglio così, ci sono abituata fina da piccolissima!

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