Vita: se ne vive una sola. Almeno cosi’ dicono

In una sola vita si vivono tante vite?

Dicono che la vita sia una sola sola; ma è così? Siamo persone diverse a seconda delle situazioni e dei momenti della nostra vita. Nel lavoro e nelle amicizie, nell’amore e nell’essere genitori, spesso siamo persone diverse. Viviamo più di una vita, in una sola vita. Io stessa ho finora vissuto molte vite.

Sono stata figlia e nipote, per molto tempo. Spesso più nipote, che figlia. Sono stata una figlia decisamente conflittuale e, via via, qualcos’altro. Sono partita con uno zaino in spalla, e sono andata a vivere in un altro continente, in un’altra cultura. Ero incerta, spaurita e spasmodicamente alla ricerca di qualcosa. Non sapevo cosa, però. Poi sono diventata un’italiana residente all’estero, con un mestiere singolare che ho amato dal profondo e che mi ha dato pace, anche se solo per qualche attimo.

Sono poi diventata una donna. Ho lasciato una terra che era entrata nel mio cuore e che ancora galleggia sulla sua superficie, tanto da rimandarne il ritorno. Non sono pronta. Questa resta per me una vita sospesa, in attesa di una conclusione. Forse è destinata a rimanere lì, in attesa di qualcosa che, ancora una volta, non so cosa sia. Successivamente sono stata una moglie, e la cosa non mi calzava granché; quella era una vita costretta in uno spazio angusto da cui sono scivolata via.

Poi un giorno sono diventata una mamma

Ma il punto è: quando sono diventata mamma. Biologicamente lo sono diventata il 27 Ottobre 2015; ma questo è semplice. Ma dentro? In fondo al mio cuore quando sono diventata una mamma? Quando ho cominciato a pensare e vedere la mia vita in modo radicalmente diverso?

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Ho pensato non poco a questo e la risposta che ne è scaturita è stata per me sorprendente.

Quel giorno è stato un giorno nero, uno dei più brutti della mia vita. Quel giorno mia madre se n’è andata, dopo diversi anni di malattia. Quel giorno mi ha obbligata a riflette su molte cose. Alcune delle quali dette da lei. Quel giorno giorno è ancora un doloroso ricordo; ma è anche un monito positivo che mi urla forte di non vivere una sola vita. Di viverne il più possibile e il più intensamente possibile. Quel giorno sono diventata mamma a mia volta, e ho capito molte cose. Molte per cui avrei dovuto chiedere scusa, come figlia; e tante altre per cui invece no. Ho visto però un futuro diverso da quello di indipendenza e rigorosa solitudine interiore che mi ero prefissata negli ultimi anni.

Ho visto un futuro di amore e di orgoglio, di dolci abitudini e nuove meravigliose avventure.

L’ho visto anche grazie a lei che un giorno mi ha detto che essere stata mamma era stato il suo più grande orgoglio. Non l’aveva mai detto.

Grazie mamma di avermi fatto diventare una mamma.

Alla fine l’ho trovato un ricordo felice, hai visto?

 

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