Intelligenza emotiva: i migliori insegnanti possiamo essere noi genitori

L’intelligenza emotiva è quella che governa l’autocontrollo, l’attenzione verso le esigenze altrui e l’empatia, donando ai bambini più sicurezza, più serenità e felicità.
 

È forse strano chiamarla intelligenza? Se spesso collegate la parola “intelligenza” alla sola capacità cognitiva, sappiate che ne esistono molti aspetti e quelli legati all’emotività sono altrettanto importanti. L’intelligenza emotiva permette di controllare le proprie emozioni, incanalarle ed esprimerle nel modo corretto. E gli insegnanti migliori possiamo essere proprio noi genitori.

intelligenza emotiva
Dopo uno studio durati diversi anni lo psicologo americano John Gottman conclude:

“I nostri studi dimostrano che i figli emotivamente allenati ottengono migliori risultati a scuola, stanno meglio in salute e stabiliscono reazioni più positive con i coetanei. Hanno anche minori problemi di comportamento e riescono a riprendersi più rapidamente dopo esperienze negative. L’intelligenza emotiva permette di essere più preparati ad affrontare i rischi e le sfide della vita”

Allenare i bambini ad una spiccata intelligenza emotiva è qualcosa su cui ogni genitore può lavorare. Come sempre è il buon esempio a fare da maestro per i nostri piccoli che ancora non comprendono alcune emozioni. Accettare i sentimenti -anche negativi- come rabbia, tristezza e paura, senza minimizzare o deridere è il primo passo per i genitori per insegnare a conoscere e gestire le emozioni, trasformando momenti negativi in occasioni di crescita.

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Restate sintonizzati 

L’empatia. È il fondamento di una buona educazione emotiva. Quando capite cosa sta provando in quel momento il vostro bambino, ecco, quella è empatia. Per insegnare le emozioni bisogna saperle riconoscere. Quindi restate sintonizzati!

 

Una volta capita l’emozione che il bimbo sta provando traducetela in parole. Questa è una buona occasione per allenare l’intelligenza emotiva. Ignorare, sminuire o peggio innervosirsi non è utile a nessuno. I bambini hanno bisogno di comprendere e di sentirsi compresi -come tutti noi, del resto- ed il legame emozionale tra genitori e figli è più stretto. Quindi i bambini sono più ricettivi nei confronti delle richieste dei genitori, sono più disposti a compiacere che a deludere.

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L’ascolto empatico 

L’ascolto è l’arma, non la ricerca di soluzioni, che dovrebbero trovare da soli. Ascoltare è una grande risorsa e bisogna farlo per bene. Sedetevi con i bambini quando parlate loro, guardateli negli occhi, dedicate tempo e attenzione alla conversazione. Il vostro compito è quello di fornire gli strumenti i bambini a trovare le soluzioni, non di trovarle per loro. Fornire ai bambini le parole per definire ciò che provano è importante per inserire le emozione all’interno di un contesto quotidiano, come ogni altra cosa.  Studi specifici hanno dimostrato che dare un nome alle emozioni ha un effetto rasserenante sul sistema nervoso e aiuta i bambini a uscire più in fetta dalle situazioni di turbamento.

 

 

 

 

 

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