Fuga per due (e tre quarti) per riordinare i pensieri

Ogni tanto fuggire serve, anzi, dovrebbe essere obbligatorio.

Ecco una classica fuga per due (e tre quarti!). Quando la mente è troppo affollata, almeno la mia, si incasina e non riesce più a riordinare i pensieri. Così abbiamo caricato in macchina una valigia piccola piccola, che le cose indispensabili sono poche. Poi ci siamo caricati noi: la famiglia al completo, io, papà Michele, Elena Maria e Severino (il nostro cagnolone).

fuga per due

Meta della nostra fuga per due?

Eh, eh, eh… Qui vi voglio… Raramente scegliamo la montagna ma questa volta rispondeva veramente a tuuuuuutte le nostre esigenze. Ho scelto un posto incredibile: ultima frazione di Saint Nicolas (vicino ad Aosta) Vens, a ben 1750 mt,. Là, dove il mondo finisce, iniziano gli alpeggi e svettano le alte cime ancora innevate. Sì perchè qui a Torino è arrivata la primavera, lì la neve c’è ancora! Abbiamo alloggiato in un piccolo rifugio con poche stanze, l’Hotel Rifugio Vagneur, caldo e tradizionale. Il connubio è stato perfetto: in meno di due ore eravamo sul posto. Quindi: percorso breve per sfruttare al massimo il tempo a disposizione -visto che era decisamente esiguo- e possibilità di essere ad Aosta in venti minuti circa.

Silenzio e magia della nostra fuga per due

Siamo riusciti a sentire silenzio… incredibile. Nonostante Elena Maria. Il bel tempo ci ha accompagnato nella nostra fuga per due e nelle brevi passeggiate. La migliore alleata è stata una favolosa coperta da pic-nic, regalatami da mio padre per Natale. Eh bhè… il pic-nic non poteva mancare appena arrivati. Severino ed Elena Maria si sono divertiti, sfogati, hanno giocato. Poi sono crollati e noi con  loro; aggrovigliati sotto il sole caldo e piacevole, si sentiva la primavera fare capolino.

Quando il fresco è arrivato, tutti a cambiarsi. All’ora dell’aperitivo siamo scesi verso Aosta per concederci quattro passi e un buon bicchiere di vino -e nel frattempo abbiamo trovato anche una torta di mele giganti e bellissime sculture in legno sparse per la città-.

Il mattino seguente

In pedi di buon’ora. Come inspiegabilmente succede sempre quando siamo in vacanza, Elena Maria spalanca gli occhietti alle 8 del mattino. E pensare che di solito di sveglia minimo alle 11… Va bhè… Ne è seguita una ricchissima colazione, una lunga passeggiata e dritti verso pranzo. Lo so sembra che in vacanza non facciamo altro che mangiare. E in effetti è proprio così. Il pranzo, tradizionalissimo valdostano, l’abbiamo consumato in un posticino very very casalingo. Elena Maria ha occupato il suo tempo giocando con i bimbi della titolare (molto soddisfatta); noi ci siamo goduti in santa pace un pranzo a base di salumi, polenta concia e scaloppine alla Valdostana nel dehor (molto soddisfatti).

È Già l’ora di tornare a casa… Un battito di ciglia (le mi che si addormentavano appena partiti!) ed eravamo di nuova a casa. È stato breve e bellissimo.

(comunque ora devo disfare la valigia e fare il bucato. Bentornata eh…)

Volete sapere dove abbiamo mangiato??

La sera ad Aosta ci siamo deliziati al birrificio B63, nel centro di Aosta. Ottimi prodotti, birra artigianale e gentilezza ci hanno regalato una splendida serata.

fuga per due birrificio B63

Il pranzo super valdostano e rilassato è stato presso La Tana dell’Orso. Il pezzo forte indubbiamente la polenta concia.

fuga per due polenta concia

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