I bambini hanno bisogno di stare all’aperto

L’estate è svanita in un attimo e si torna alle proprie abitudini quotidiane, ma non solo… La stagione più fredda è dietro l’angolo. Subentra qui l’istinto delle mamme di svolgere, man mano verso l’inverno, per lo più le attività all’interno invece che all’esterno ma…

I pediatri lo confermano e lo confermo anche io che lascio Elena Maria scorrazzare costantemente fuori anche in pieno inverno. I bambini hanno bisogno di stare all’aperto e tenerli al chiuso non favorisce l’ammalarsi di meno. Stare all’aperto è salutare se adeguatamente vestiti. E no. Giocare in casa non è la stessa cosa.

stare all'aperto

I bambini hanno bisogno di stare all’aperto e tenerli al chiuso non favorisce l’ammalarsi di meno

Così mi sono sentita dire da un mamma qualche giorno fa:”Ha tanti giochi qui a casa, non c’è bisogno di andare sempre fuori.” 

Stare all’aperto, invece, è un bisogno fisico e psicologico di tutti i bambini. I bambini hanno bisogno di saltare, muoversi, sperimentare, esercitare i muscoli, la socializzazione, esplorare e conoscere il mondo. Queste condizioni, indispensabili per un corretto sviluppo fisico e psicologico, vengono meno quando si passa troppo tempo in casa. Attraverso il gioco libero infatti, i bimbi acquisiscono nuove abilità motorie e relazionali ed il fulcro di questo processo è proprio il gioco all’esterno e non strutturato (cioè non guidato da un adulto). 

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I bambini hanno bisogno di saltare, muoversi, sperimentare, esercitare i muscoli, la socializzazione, esplorare e conoscere il mondo

Passeggiare sull’erba e giocare con legnetti, sassi, terra e fango offre un’esperienza sensoriale unica, che affina notevolmente i cinque sensi. Secondo l’American Academy of Pediatrics stare all’aperto contribuisce a migliorare le capacità di concentrazione, rendendo più semplice anche l’ingresso alla scuola primaria. Il gioco libero all’aperto, in cui il bimbo si misura con nuove sfide, favorisce anche lo sviluppo delle sue abilità di problem-solving, cioè la capacità di arrangiarsi. Tutto questo permette anche al bimbo di avere, in futuro, migliori prestazioni nel contesto scolastico, aumentando la sua sicurezza e la fiducia in se stesso.

Stare all’aperto, inoltre, stimola l’innata creatività dei bambini. Se guardaste con i loro occhi vedreste il parco in tutto un altro modo. Con i loro occhi vedreste che sotto lo scivolo c’è una sala da tè; che il bordo di cemento dell’aiuola in realtà è l’altissima fune di un equilibrista e che i legnetti non sono solo legnetti ma mestoli per fare la zuppa e via dicendo…

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Il trucco è vestirsi adeguatamente! Elena Maria con il k-way Tuc Tuc che ci ha accompagnate (e protette) per tutta l’estate!

La cosa fondamentale è imparare a percepire ed ascoltare i segnali che i  bambini ci mandano. Se vostro figlio in casa è irrequieto e salta dal divano al tavolo usando la scopa come pertica forse è l’espressione di un bisogno non soddisfatto, provate a stare all’aperto di più!

 

“Con l’arrivo delle temperature fredde, i genitori hanno paura di lasciare i figli all’aria aperta, perché temono per la loro salute. In realtà, se ben coperti e portati fuori nelle ore centrali della giornata, hanno minori possibilità di essere esposti agli agenti infettivi di quante ne hanno se rimangono a lungo in luoghi poco areati.Infatti, i contatti ravvicinati con altri bambini o, più in generale, con i soggetti malati, sono una delle principali modalità di trasmissione delle malattie infettive.”

Susanna Esposito, direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione Policlinico di Milano e Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP)

 

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