Catarro: cos’è e come sopravvivergli

Ormai siamo in quella stagione in cui tutti, bambini in primis, hanno quel respiro rumoroso. Quel respiro (che a volte somiglia più ad un rantolo) che non fa dormire la notte. E’ il catarro! Ma niente paura, il catarro è una normale risposta del corpo alle infiammazione ed in genere non porta particolari problemi. Ma vediamo più nel dettaglio cos’è e come poterlo sciogliere.

Cos’è il catarro 

Il catarro non è altro che muco prodotto dalle mucose dell’apparato respiratorio in risposta alla presenza di stimoli capaci di provocare infiammazione, per esempio virus e batteri, allergeni, ma anche sostanze irritanti contenute nel fumo di sigaretta o in generale nell’aria inquinata” 

Il catarro è quindi, come dicevamo, una normale risposta dell’organismo e va quindi visto come una risposta benefica. Il corpo attraverso la produzione di muco blocca e allontana agenti e sostanze irritanti. E’ il caso di rivolgersi ad un pediatra nel caso in cui la produzione di catarro nel bambino sia eccessiva o troppo prolungata nel tempo. La presenza del catarro è rivelata innanzitutto dal tipo di respiro che si fa rumoroso, specialmente di notte, ed è spesso abbinato alla classica tosse grassa. Quest’ultima non è altro che il mezzo attraverso cui espelliamo gli agenti irritanti che il catarro combatte ed insorge maggiormente al risveglio e durante il sonno.

Come affrontare il catarro

Le cose da fare sono molto semplici, con il catarro bisogna avere un po’ di pazienza. Innanzitutto bisogna bere molto per mantenere l’idratazione a buoni livelli. Fare dei lavaggi nasali con soluzione salina che aiuta a disostruire le vie nasali, e quindi a respirare meglio. Durante i periodi di catarro più intenso è buona misura anche fare l’aerosol, mattina e sera, con soluzione ipertonica che opera proprio come fluidificante del muco.

Anche il miele assunto in piccole dosi può essere d’aiuto. Quindi assolutamente sì ad una bevanda calda con un bel cucchiaino di miele (ricordando sempre di lavare i denti dopo averla bevuta!).

Un altro aspetto molto importante è il grado di umidità dell’aria. Noi l’abbiamo sperimentato in più occasioni, specialmente viaggiando nei paesi nordici, dove i caloriferi sono molto alti e l’ambiente si fa piuttosto secco. Elena Maria la prima notte che siamo stati a Londra ha tossito ininterrottamente… è stato Miki ad arrivarci, per intuizione, ed abbassando i caloriferi abbiamo risolto egregiamente il problema.

Stesso problema che avevamo a casa: i riscaldamenti a pavimento sono più economici ma seccano incredibilmente l’aria! Abbiamo risolto acquistando un umidificatore per ambienti che ci ha veramente cambiato la vita… anzi le notti! Sappiate che le condizioni ideali per la stanza di un bimbo di notte sono tra i 18 e i 20 gradi (no al caldo eccessivo!!) ed un’umidità del 60% circa.

catarro

Farmaci

I farmaci mucolitici sono tendenzialmente controindicati nei bambini inferiori ai due anni proprio per l’impossibilità di espellere il muco fluidificato (non si soffiano il naso). Stesso discorso vale per la tosse, che in genere non va trattata -se non eccessiva, ovviamente- proprio per favorire l’espulsione degli agenti irritanti e del muco fluidificato. In generale è consigliato affidarsi al pediatra quando, insieme al catarro e la tosse, si presentano anche febbre o difficoltà di respirazione. In questo caso è meglio andare in ambulatorio per far visitare il bambino, per controllare che questi sintomi non siano il preludio di condizioni più importanti, come bronchite o broncopolmonite. E’ meglio consultare il pediatra anche nel caso in cui il catarro persista per più di 7/10 giorni o se si notano cambiamenti di colore o consistenza del muco, da chiaro a verdastro o giallastro.

Catarro ricorrente o cronico

Ogni bambino è diverso. E spesso, anche se vi sembra che vostro figlio abbia sempre il catarro, più probabilmente ce l’ha spesso, in modo ricorrente, ma non sempre. Non è una condizione preoccupante, non c’è motivo di allarmarsi, essendo il catarro una risposta sana. Nei primi anni di vita ci sono bambini che producono catarro molto frequentemente, specie se frequento l’asilo, la scuola materna o ci sono fratellini in casa e stanno quindi a contatto con tanti altri bambini. Poco a poco, crescendo la situazione dovrebbe andare normalizzandosi. 

Diverso il discorso se il catarro è veramente cronico, caso molto più raro, sempre associato alla tosse. Si può definire cronico quando questa situazione si presenta per più di due mesi consecutivi. In questo caso è bene effettuare qualche accertamento più approfondito per assicurarsi che non siano presenti disturbi immunitari o dell’apparato polmonare.

 

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