Asilo: date retta ai bambini, loro ne sanno più di voi

L’anno scorso è stato il primo anno d’asilo di Elena Maria ma anche un nuovo lungo anno di esperienza per me, come mamma. Ho imparato che l’asilo può essere uno “strumento” di apprendimento meraviglioso e, se c’è collaborazione tra maestre e genitori, un aiuto valido per le nuove mamme e i nuovi papà a affrontare tappe importanti. Se…

L’asilo può essere l’esperienza più bella, ma anche no. Ho introdotto Elena Maria all’asilo lo scorso Settembre. Il motivo è semplice: ad un certo punto ho visto trasformarsi l’approccio di mia figlia nei confronti degli altri bambini. La sua esigenza di interagire con gli altri bimbi era diventata palese ed era giusto che imparasse a rapportarsi a loro in mia assenza, gestendo in libertà i rapporti con i suoi coetanei. Ero felice e triste insieme. Felice perché avrei avuto indietro un po’ del mio tempo e del mio spazio. Triste, o meglio pensierosa, perché dovevo affidare ad altri la custodia della persona più importante della mia esistenza. Ma era la cosa giusta da fare e l’ho fatta… e la rifarei mille volte questa scelta.

Se l’asilo funziona succede che…

Il primo anno è stata un’esperienza bellissima per entrambe. Elena Maria ha amato fin da subito l’asilo, i bambini, i giochi, le scoperte e le maestre. Con loro è stato svolto un percorso, tutto personale, in cui mi hanno guidata ed in cui io ho guidato loro. Le ho sempre considerate un occhio imparziale e indispensabile ad integrare la mia visione di mamma -che non sempre, invece, è obiettiva-. Insieme abbiamo consolidato la nanna nei giusti orari, l’educazione, l’obbedienza e persino lo spannolinamento… l’avviamento all’autonomia, insomma. Spesso mi fermavo con loro a parlare o chiedevo consiglio. Insieme si è sempre trovata la formula migliore, ovvero quella che mettesse d’accordo esigenze di casa e delle educatrici, in modo da seguire la stessa linea, per non confonderla. Abbiamo così raggiunto, in poco tempo, la giusta intesa ed il primo anno è volato, con il sorriso. 

 

asilo

Poi…

Il 30 Giugno scorso Elena Maria finisce l’anno scolastico e cominciamo le vacanze, inconsapevoli di quello che ci avrebbe atteso. Dopo un paio di mail che mi hanno lasciata un po’ perplessa decido di chiamare l’asilo per chiedere delucidazioni e mi risponde una voce che non conosco. Mi annuncia che l’asilo ha cambiato gestione, è diventato “Fragole e Folletti”.

“Ha cambiato gestione senza nemmeno avvisare i genitori??” penso tra me e me.

Incredula e irritata fisso un appuntamento con la direzione. Io e papà chiaramente diamo la priorità su tutto a questa faccenda e torniamo a Torino, per parlare con la nuova direttrice. Faccio immediatamente presente la mancanza di trasparenza nel non avvisare i genitori, loro adducono motivazioni quali “non avevamo le mail di tutti”; io storco il naso ma ci passiamo sopra. Il colloquio con la nuova direttrice è piacevole e i punti salienti che tocchiamo sono innanzitutto le maestre, poi il programma, gli orari ed infine le rette. Mi viene garantito che ogni cosa rimarrà invariata proprio per garantire una continuità ai bambini. Usciamo felici, memori di un’ottima esperienza.

Settembre arriva presto e anche il primo (da me) agognato giorno d’asilo. L’impatto cambia. Entro e ad accogliere mia figlia c’è una maestra che non avevo mai visto :(. Cominciamo male, penso. Sono restia ma cerco di essere fiduciosa, nonostante lo stomaco mi dicesse il contrario. Lascio Elena. Dopo un qualche settimana comincia la cantilena…
“Asilo no, asilo no…”

Noto che al pomeriggio sono sempre pochissimi, mai più di due o tre e ho pensato che si annoiasse. Vado oltre. I primi di Ottobre la prima riunione con il nuovo staff durante la quale apprendo che il programma di bilinguismo non verrà ripristinato. A fine riunione vengo avvicinata da un membro dello staff che mi infila in mano un foglio, in cui comunicano le nuove rette dell’asilo. Rimaniamo senza parole. I servizi sono spariti, le attività ridotte all’osso (nemmeno un misero lavoretto per le festa dei nonni) e la struttura chiede 150 € in più al mese. Chiedo delucidazioni e mi trovo davanti ad una persona completamente priva di empatia e piuttosto sgarbata, che mi dice queste sono le nuove tariffe e che non posso pretendere un trattamento di favore. Così si è concluso la nostra esperienza, non certo idilliaca, con la nuova gestione. Ho capito che il mio stomaco ed Elena Maria avevano ragione e mi sono ripromessa che mai più metterò da parte queste sensazioni. 

asilo fragole e folletti

La mancanza di empatia e coinvolgimento che questa persona ha avuto nel gestire l’asilo ha influito negativamente sul benessere della mia bambina e sul mio. L’impressione trasmessa è stata la peggiore. Perché aspettare -mi sono chiesta- che la bambina fosse inserita e l’anno scolastico avviato per far calare la sciabola? 

Cosa ho imparato? A scegliere.

A scegliere più consapevolmente, a fare le domande giuste, a guardare le giuste cose…

E cosa più importante di tutte a seguire quella sensazione in fondo al mio stomaco e le (poche per ora) parole di mia figlia. Lei lo sapeva meglio di me.

 

   

 

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